“A SCUOLA….DI ARCO”

Progetto per le scuola secondaria di 1° e 2° grado

…UN PO’ DI STORIA

L’arco è sicuramente ai primi posti nella classifica delle invenzioni  dell’ uomo.  Pensato ed elaborato in tempi diversi e indipendenti, sconosciuto agli aborigeni australiani e polinesiani nonchè in tutta la  zona della Micronesia, è invece noto in tutto il resto del globo. Il primo arco appare in  una rappresentazione   graffitica    di  trentamila  anni  fa  e,  ovunque nel mondo,   se  ne ritrovano vestigia  sotto  forma di disegni e punte di freccia. Si può affermare che l’uomo sin dal Paleolitico conosceva, grazie a questa arma, il sistema di colpire la preda a distanza di sicurezza.

 In Europa la storia dell’arcieria è di marchio inglese. In Inghilterra l’arco venne  probabilmente introdotto dai danesi e, inizialmente, si diffuse nel Galles. Le cronache del tempo narrano  di  schiaccianti  vittorie  dei  Gallesi sui Sassoni, proprio in virtù dell’arco da essi usato. L’arco gallese era corto e pesante, ma la sua potenza era formidabile: le frecce potevano trapassare una porta di quercia dello spessore di 6 cm . 

PRESENTAZIONE

C’è chi usa l’arco per tirare frecce ad un bersaglio, chi per andare a caccia, chi per fare dell’agonismo e chi per meditare. Tutti possono praticare questo sport entusiasmante, perché il tiro con l’arco ha due grandi pregi. Non è pericoloso e non richiede una forza fisica particolare. Diventare arcieri esperti richiede anni di sacrificio, ma divertirsi subito, partecipando a qualche gara o raduno è facilissimo. L’obiettivo di questo progetto è quello di fornire le basi utili per potersi divertire con arco e frecce in sicurezza e, perché no, scoprirsi in breve talenti naturali, sulle orme di Robin Hood.

Tiro con l’arco: una risorsa da esplorare

Diceva Madre Teresa di Calcutta: “C’è una lebbra anche in occidente, si chiama solitudine”. Ci sentiamo di condividere appieno questa affermazione anzi, purtroppo, riteniamo che riguardi tutti, non solo chi ha qualche problema in più. Abbiamo migliorato molti aspetti della nostra vita ma poco e nulla si è fatto per combattere la solitudine. Noi crediamo che lo sport sia uno dei più efficaci grimaldelli per spezzare questo muro e, infatti, è entrato sempre di più nella nostra quotidianità. Lo sport può essere inteso in modo ampio, non solo come agonismo e competitività, ma anche come svago, come passatempo, come semplice gioia di vivere. Un modo per esprimere noi stessi. Alla base dello sport c’è il movimento e alcuni ricercatori ritengono che il movimento sia addirittura alla base della conoscenza, perché è proprio la necessità di muoversi a potenziare le nostre strutture mentali. Dice Kurt Meinel nel testo base degli sportivi Teoria del movimento: “Numerose ricerche hanno confermato che svolgere un allenamento metodico e regolare dell’attività muscolare come quello sportivo è di grande importanza non solo per il normale funzionamento dell’organismo, ma anche perché si sviluppino e aumentino il rendimento delle attività sensoriali e delle funzioni psichiche superiori, la coordinazione motoria e la capacità di adattamento dei movimenti a compiti sempre più difficili e nuovi”. Lo sport dà prima di tutto un senso di appartenenza che aiuta a rompere stati di isolamento, ci obbliga a confrontarci, a metterci alla prova, facendoci scoprire spesso strade che non avevamo previsto, sia come atleti che come istruttori. Ci fornisce delle “regole” che sono un importante punto di partenza per la conoscenza, per il rispetto di sé e degli altri e sono anche oggettivi termini di confronto. La gara, se vissuta senza eccessivo stress, diventa una spinta al miglioramento, alla valutazione di sé, alla conoscenza dei propri limiti con lo scopo di superarli. Diventa ogni volta un appuntamento-stimolo importante. Nonostante il tiro con l’arco sia uno sport individuale, può essere presentato e vissuto come attività di gruppo in cui la condivisione dei problemi e dei successi con i compagni costituisce una protezione e una sorta di complicità che aiutano a crescere, oltre a dare un senso di “appartenenza” che sconfigge la solitudine. Non prevede limiti di età: si può svolgere a livello agonistico a qualsiasi età e, anzi, spesso accoglie chi è costretto ad abbandonare altri sport per raggiunti limiti di età. Il concetto che si tratti di “uno sport di mira” è da rivedere. Infatti, la mira è sicuramente un elemento di grande aiuto tecnico, ma quello che condiziona un buon tiro è soprattutto l’allineamento scheletrico, l’equilibrio delle forze che devono “spingere l’arco e tirare la corda” con le due braccia, un buon rilascio della corda stessa, una resistenza a mantenere la concentrazione al bersaglio e al controllo dei movimenti.

Con alcuni accorgimenti può essere praticato, in alcuni casi, anche da persone con disabilità gravi (p.es.non vedenti, paraplegici ecc..) D’altra parte ricordiamo che i movimenti non si imparano solo con la vista, ma con il corpo e, anche se gli occhi danno informazioni altamente preziose, è comunque tutto il nostro corpo ad apprendere e ripetere un gesto. Per chi non vede costituisce una grande ricchezza: poter controllare lo spazio a distanza, anziché uno spazio limitato dalla lunghezza del proprio braccio o dalla lunghezza del bastone bianco. Il colpo che la freccia produce al suo impatto sul bersaglio è spesso una risposta acustica soddisfacente per l’autovalutazione del tiro.

Il tiro con l’arco è una disciplina sportiva riconosciuta a tutti gli effetti. Nato si può dire con l’uomo, ha un suo fascino legato al mito e alla simbologia (pensiamo all’arco di Ulisse, Cupido ha un arco con la freccia incoccata), ha una sua Federazione a livello nazionale e internazionale, partecipa alle Olimpiadi e alle Paraolimpiadi, e anche per quanto riguarda i non vedenti è ormai uscito dal periodo di sperimentazione durato oltre dieci anni. Le gare di Campionato vengono svolte con i vedenti, nello stesso luogo, con le stesse regole e con gli stessi tempi. La sola eccezione prevista è la presenza dell’istruttore-guida sulla linea di tiro, accanto all’atleta non vedente.

I vantaggi maggiori di questa disciplina sportiva sono:

  • Non richiede particolari doti atletiche: grazie alle risorse dei nuovi materiali si può prevedere un arco per ogni arciere per raggiungere gli stessi obiettivi.
  • Non richiede movimento nello spazio e quindi non richiede particolari competenze negli spostamenti spaziali.
  • Aiuta la coordinazione, il controllo di sé, la capacità di concentrarsi, l’equilibrio.
  • Può essere svolta sia al chiuso, sia all’aperto, in campi di tiro idonei, su prati erbosi a contatto con la natura.

OBIETTIVI

  • Promuovere la pratica sportiva e migliorare l’abilità fisica affinando la capacità di gestione al proprio schema corporeo.
  • Sviluppare la capacità di adattamento a situazioni di equilibrio precario e di risposta in chiave dinamica a situazioni e sollecitazioni impreviste.
  • Sviluppare la capacità di orientarsi nello spazio.
  • Favorire il processo socializzazione e responsabilizzazione attraverso un periodo di vita in comune.
  • Educare alla condivisione di esperienze formative in ambiente extrascolastico.
  • Affinare la capacità di lavorare e vivere in gruppo educando all’accettazione e al rispetto degli altri in una logica di collaborazione e solidarietà.

LE FASI DEL PROGETTO

  1. La consapevolezza
    attraverso le varie proposte i ragazzi scoprono l’utilizzo dell’arco come strumento strettamente correlato al proprio corpo e quanto sia importante la ripetitività del movimento per l’interiorizzazione del gesto e il raggiungimento del risultato.
  1. La tentazione al movimento
    la motivazione di base è il divertimento e la gioia di partecipare, piuttosto che l’obbligo di svolgere attività noiose; il godimento immediato garantisce la prosecuzione anche se l’attività può risultare faticosa.
  1. Il consolidamento
    l’opportuna mediazione degli insegnanti-istruttori favorisce il raggiungimento dell’obiettivo di passare da un’adesione occasionale all’interiorizzazione di un modo “diverso” di fare sport.
  1. Il coinvolgimento
    solo chi ha fatto esperienze motorie forti e significative può testimoniare agli altri  (forse schiavi di un monitor ) l’importanza di una nuova cultura del movimento in palestra e all’aria aperta. In una società che vive principalmente d’immagine, la riscoperta dei valori del vivere sano, favorisce una partecipazione più consapevole e profonda per la ricerca di corrette abitudini di vita.
  1. La comunicazione
    le proposte emerse vanno infine diffuse e confrontate attraverso i moderni mezzi di comunicazione e attraverso la partecipazione ai Campionati Sportivi Studenteschi e ad eventuali gare federali.

I CONTENUTI

  • Le specialità del tiro con l’arco attraverso una breve presentazione in power point e una dimostrazione pratica effettuata da atleti di livello nazionale e internazionale.
  • Conoscenza e presa di coscienza  dell’attrezzatura di base e della tecnica per il tiro ad “arco nudo”.
  • Conoscenza e presa di coscienza  dell’attrezzatura di base e della tecnica per il tiro con “arco olimpico”.
  • Esercitazioni di tiro su distanze da 5 a 18mt.
  • Regolamento gare federali e gare per C.S.S.
  • Simulazione di gara.
  • Esercitazioni di tiro outdoor.

IL PRESIDENTE
STEFANO TOMBESI