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Donati 50 flaconi antifog all’Ospedale di Terni

Cari medici, cari infermieri,
chi vi scrive lo fa a nome di tanti atleti, tecnici e dirigenti che fino a poco tempo fa si impegnavano a far crescere lo sport e più precisamente il tiro con l’arco nella nostra città.

Oggi tutto questo ci pare un lontano ricordo e per la prima volta conosciamo un nemico infido da combattere, per non venire sopraffatti e sconfitti.

Ma in prima linea, in trincea a difenderci ci siete voi. Voi che con turni massacranti, poco riposo, poche risorse per combattere questo maledetto virus fate della vostra professione, non solo un lavoro, ma una vera e propria missione di umanità.

Ogni giorno sentiamo dai media parlare di voi come eroi, ma devono ancora chiamarvi con il giusto nome: a differenza di noi gente comune, voi non potete rinchiudervi dentro una casa con le vostre famiglie al sicuro e lontano dal contagio e non potete permettervi di farvi sopraffare dallo sconforto o ancor più dalla paura di non avere un domani, perché è il vostro lavoro giornaliero, lo era ieri e lo sarà anche domani.

Dietro quelle maschere di silicone appannate dalla fatica del mestiere, dietro ogni schermo in plexiglas, ci sono degli sguardi che incrociano giornalmente pazienti imploranti e spaventati che chiedono solo di poter uscire da questo incubo.

Noi come Arcieri Città di Terni non sapevamo da dove iniziare per poter essere utili in qualche modo e darvi un segnale della nostra riconoscenza.

Non abbiamo una forte risonanza come potrebbe averla uno sport più diffuso, non abbiamo tanti sponsor che ci sostengono se non i genitori dei nostri ragazzi che, a volte, con tanta fatica riescono a coprire la propria quota associativa pur di far crescere il proprio figlio in un ambiente sano e lontano dai pericoli. Ma come racconta e insegna la favola del colibrì durante l’incendio della foresta, ‘la cosa più importante non è essere grandi e forti, ma pieni di coraggio e di generosità e che anche una goccia d’acqua può essere importante e che “insieme si può” spegnere un grande incendio’.

Ci sarà il tempo per noi di ritornare a gareggiare e vincere, ma oggi il nostro pensiero è rivolto a voi e a voi diciamo semplicemente grazie. Grazie a tutti voi che siate medici, infermieri o semplici addetti a supporto di chi è in prima linea. Grazie alle vostre famiglie che vi seguono a distanza e capiscono in silenzio il ruolo importante che state sostenendo per tutta la nostra comunità. Con la speranza che, quando tutto questo sarà finito, la gente non si dimentichi di voi e continui a sostenervi con ammirazione e il giusto rispetto, la nostra società vi rimane vicino augurandovi una serena Pasqua.

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